domingo, 16 de marzo de 2014

La scienza e i vaccini: un esempio del "credi o sii creduto"...

Ultimamente si parla molto delle vaccinazioni, dividendo l'opinione pubblica tra chi pensa che siano il bene, tra chi pensa che siano il male, tra chi pensa che siano utili e chi pensa che siano perfino dannose.

Tutti ne parlano e forse perchè giustamente si dovrebbe parlare di questa cosa.

Io onestamente mantengo come sempre la mia posizione relativizzante, non essendo un esperto di vaccini e vorrei in questa sede non parlare dell'effettiva validitá dei vaccini o la loro pericolositá, se non concentrarmi su una questione metodologica.
Tutte queste battaglie tra scienze ufficiali e scienze alternative creano molte confusioni sulle reali posizione delle une e delle altre, perché solitamente nascono da una mancata conoscienza del mondo scientifico e alternativo.

Da una parte si crede ci siano tutti con camici e provette e dall'altra con grandi collane e galline morte nella dispensa. Quando da una parte ci sono anche molti colletti bianchi e manager con valigette piene di promesse economiche e dall'altra scientifici che si aprono a varie alternative rifiutandosi di "credere", ma "sperimentando".

La veritá in effetti sta in questo mezzo ed é il problema di oggi giorno. Ci sentiamo grandi perché possiamo raggiungere tutto il mondo con i nostri mega cellulari, che pensiamo che in qualche modo siamo diversi dai nostri antenati, i quali scoprendo il mondo poco a poco, credevano nel fuoco o nelle tempeste come esseri spirituali superiori.
Non siamo immuni dalla necessitá di "credere". Anzi, proprio con la falsa e ingannevole promessa di cancellare la nostra "dipendenza dalla credenza", una parte del mondo scientifico, magari anche con buona intenzione, ha creato una "religione-scienza" che nasce con l'idea di combattere l'ignoranza della pseudospiritualitá, la religione istituzionale.
Questa "scienza" non ha una forma reale, é quella di focus, dei giornaletti da strada che mettendo provette nella copertina danno una sensazione di sicurezza e di controllo da parte dell'uomo sulla natura. Compresa la sua naturale paura della morte.

Non piú galline sacrificate, se non provette con liquidi azzurri e verdi, non piú simboli religiosi se non doppie spirali di DNA, non piú abduzioni nell'acqua benedetta, se non fazzoletti profumati presentati come disinfettanti.

IMPORTANTE: dato che il mondo dei "credenti scientifici" giá si sente minacciato. La scienza dice spesso il vero, e DNA, disinfezione, cultura della prevenzione etc... sono bellissime, miracolose acquisizioni della nostra cultura. Io amo il metodo scientifico e lo trovo sostanziale per proteggere dagli errori della pura intuizione e per standardizzare i risultati. Potete sotterrare le asce, grazie...

Il problema é che le persone che non sanno cos'é la scienza, si sentono protette dalla sua apparente "certezza" e per questo si sta creando come un'altra forma di religiosità.
Per cui se lo dice la scienza, è vero. Se lo dice il ministero della salute: è vero.

Ma allora io dico, che differenza c'è tra questo e quello che dice un papa o una guida spirituale religiosa?
Dove è finito il "dubito ergo sum" che mette all'angolo il totalitarismo dei singoli aspetti della nostra realtà umana, quello spirituale o quello razionale ad esempio, dandoci una dimensione di esseri "pensanti" e non "razionali" puri, e "spirituali" e non "religiosi" puri?

Prendo questo articolo per spiegare con un esempio:

La pseudoscienza riporta il morbillo a New York











 
A parte prendere atto di questa preoccupante moda a new york, io non parlerei di una chimerica pseudoscienza in questo caso specifico.

Io ho lavorato con l'autismo per qualche tempo, come psicologo specializzato in clinica e neuroscienze e educatore professionale, collaborando con l'ambito professionale della medicina ufficiale e questo tipo di informazione e di collegamento con il vaccino io ad esempio l'ho appreso da lì, non é una teoria del complotto del mondo pseudoscientifico.
E´ un dubbio (non una certezza) ampiamente diffuso.

La veritá è che si vive la scienza come la religione. Come se fosse assoluta e veritiera.
Non si pone fiducia nel "metodo scientifico", ma nella "scienza", in una inutile e dannosa battaglia tra scienza e religione.
Quando le persone si crogiolano di questa falsa sicurezza, e poi si scontrano con la sua incredibile attuale limitazione che non gli permette di spiegare ancora moltissime cose (perché scienza non è onniscente...), tra cui ad esempio le cause dell'autismo, nasce la paura.
Se la gente quindi non si vaccina, non é per una malvagia pseudoscienza dal sapor demoniaco (o non sempre), ma a causa della paura e della frustrazione dell'abbandono _percepito_ della certezza della scienza. O al contrario come presa di posizione critica nei confronti di una realtà, quella scientifica, che spesso pretende superare i suoi limiti umani presentando ogni due mesi qualche medicina "definitiva" che cura i sintomi di ogni cosa.

Se la "religione-scienza" e i suoi adepti prendessero una posizione più umile e dicessero chiaramente "fino a qui arriviamo, fino a qui stiamo arrivando, e quello che é certo é che il _metodo scientifico_ é il piú valido per arrivarci" la gente non "crederebbe" nella scienza, se non nel _metodo scientifico_ e non si spaventerebbe quando qualcosa non é (ancora) spiegato o non prenderebbe una posizione tanto forte come non vaccinarsi, come unica opposizione a un mondo che ammantandosi di "esattezza" spesso dice una cosa e poi il suo contrario.

E dall'altra parte questa crociata tra "credenti scientifici" e "credenti alternativi" impedisce agli uni e agli altri di aprirsi all'altro lato, impedendo agli uni di trovare nuovi stimoli e un pensiero laterale che può aprire nuove porte, o agli altri un metodo scientifico che perfezioni certe tecniche.

Infine: nessuno é immune a "credere". E´ parte del nostro modo di conoscere la realtá, del nostro sistema cognitivo e motivazionale. E ci fa anche molto bene!
Per cui combattere contro la credenza é giusto fino a quando siamo consapevoli che sempre crederemo in qualcosa, e che non é il "credere" che fa male, se non la rigidezza di tale "dinamica interiore" e la vulnerabilitá che comporta.
Questa vulnerabilitá  diventa manipolabile solo se non ne siamo consapevoli.

Quello che importa è mantenere il metodo scientifico e non lasciarsi ingannare dalle facili soluzioni apparenti della scienza-religione, che sia essa "ufficiale" o "alternativa".
Prendere una posizione netta in questo campo polarizza la battaglia creando molte "casualties" da ambo le parti.
Non sarebbe forse il momento di abbandonare gli "ismi" e le posizioni assolute e vedere cosa c'è di buono da una parte e dall'altra?
Molta gente lo sta già facendo e io mi unisco a questa terza forza invitando ciascuno a trovare uno spazio dentro di sè per continuare a credere per utilizzare la forza motivazionale di tale meccanismo cognitivo, ma ricordandosi sempre il prezzo che comporta il credere eccessivamente.
Per cui, forza e coraggio. Tutti a pensare e credere, consapevolmente e relativisticamente! 

domingo, 9 de marzo de 2014

... e l'Energia [ITA]

Spesso le persone si sentono a disagio quando si parla di “energía” in ambito terapeutico. Questo deriva dal fatto che per molto tempo quello che veniva all'attenzione del pubblico é stata la "perversione" del concetto di energia per responsabilità di alcune figure oscure che si presentavano come maghi o guru, conferendo alla parola un aspetto mistico e misterioso.
Con la nascita della fisica quantistica e il superamento dei confini della fisica classica, stiamo cominciando a renderci conto che il nostro universo "fisico" non è altro che energia sotto forma di differenti stati di vibrazione. Tutto è composto da "qualcosa", che siano molecole, atomi, particelle subatomiche, anche quello che si pensava fosse il "vuoto" dello spazio tra i pianeti, le stelle, le galassie, è in realtà pieno di di particelle, campi energetici, radiazioni: in sostanza tiene una energia che in parte è conosciuta e compresa, in parte ancora in fase di scoperta. Detto questo a livello pratico alcune persone hanno cominciato a pensare: se tutto è energia, come possiamo utilizzare questo concetto nel campo della salute?
Le scienze cominciarono a sviluppare differenti discipline come la chimica e la fisica, che stanno alla base della pratica medica. In psicologlia e nelle terapie alternative moderne si cominciò a pensare all'energia come "informazione".
Per cui quanto parliamo di campi elettromagnetici generati dai nostri organi, i chackra o l'energia universale, parliamo della stessa cosa: fonti di informazione.

Ricordiamo che la medicina tradizionale ha individuato tre grandi campi elettromagnetici nel corpo giusto in tre posizioni dei chackra della cultura ayurveda e orientale. Questi sono generati dall'attività bioelettrica del cervello, del cuore e dell'intestino, tutte e tre zone riccamente innervate da neuroni.
Il concetto dell'Universo come energia già è una eredità di culture del passato. La Medicina Tradizionale Cinese basa su questo concetto il suo diagnostico clinico.
Il problema fondamentale per cui questo genere di concetto viene visto male o comunque non viene utilizzato nelle scienze occidentali nasce da una mancanza di "traduzione" nel "nostro linguaggio" di questi concetti. Per questo motivo non ci rendiamo conto che per quanto rispondano a nomi diversi dai nostri, sono in realtà molto vicini alle tradizioni scientifiche ufficiali.
Per cui se parliamo del chackra del cuore come il punto di incontro di cielo e terra, energia e materia, pensieri e emozioni, è la stessa cosa che se diciamo nel senso comune quando pensiamo che il nostro cuore è l'origine dei sentimenti, o in psicofisiologia quando notiamo che ogni emozioni implica notevolmente il nostro cuore, o quando consideriamo nella medicina tradizionale che il cuore possiede dei suoi neuroni specifici che creano connessioni a livello nervoso con differenti stati della nostra attivazione fisiologica.

E' tempo di dimenticarsi delle nostre differenze e di gettare un ponte tra la psicologia tradizionale, la psicologia energetica e le tecniche di equilibrio e guarigione energetica affinché la gente si renda conto che dietro a molte incomprensioni stanno rigide leggi di mercato e di protezione di potere personale/economico, di clienti, di investimenti in ricerca etc...
Per quanto in effetti questi interessi più "materiali" siano importanti perché espressione di una necessità di sopravvivenza animale che ci spinge a cercare il potere e mantenerlo, allo stesso tempo allontana i terapeuti (tradizionali e alternativi) da una visione globale, olistica e integrale della persona.
In questa ottica è necessario tornare a tenere in considerazione la parte spirituale dell'essere umano, quella parte di noi che soddisfa il nostro desiderio di eternità, la nostra creatività e la nostra volontà di affrontare le sfide della vita perché è la manistezione del nostro mondo simbolico interno que ha lo stesso diritto del nostro mondo razionale di "parlarci" e apportare informazione (o "energia") alla nostra vita.
Dopotutto se escludessimo il nostro mondo spirituale è come se guardando un'isola non percepissimo il mare. Non vedremmo i limiti del nostro pensare e ci chiuderemmo in un assolutismo pericoloso. Anche perché un isolano che non vede il mare, esclude a priori una grandissima risorsa come la pesca e si troverebbe a nutrirsi di noci di cocco per tutta la vita.

Il mio obiettivo in tutto questo è di creare una visione tanto ampia di questi concetti che alla fine non sarà più necessario proteggere ciascuno il proprio ambito professionale, perchè tutti avranno la stessa importanza in un lavoro che tutti finalmente concepiremmo come "sistemico", interdisciplinare.
Questo compito non può essere "mio" o "tuo". Si tratta di un compito di tutti. Io cercherò di fare la mia parte.
D'altro canto si tratta di un obbligo che tutti dovrebbero assumersi, quello di mantenere una mente aperta, di coltivare dentro di noi un suolo fertile per vari stimoli e pensieri, perché chiunque ci dica "QUESTA è LA soluzione" puntando a una sola cosa, o ci sta mentendo o per lo meno sta generalizzando molto.
Se nel caso che ci stesse mentendo il suo interesse non è "risolvere" un problema se non "guadagnarsi il pane" approfittandosi della situazione, nel secondo sicuramente avrà una parte di ragione proponendo la sua specifica soluzione e noi gli crederemmo, ma la sua incapacità di ampliare la visione del suo agire non gli permetterá di affrontare propriamente le cause del problema.
Qualunque disturbo o problema che abbiamo è "multicasuale", ossia ha più "con-cause" che lo producono, per cui solo un lavoro olistico, ossia a 360 gradi può risolverlo.
Per questo motivo un professionista onesto ci dirà che "LE soluzioni sono MULTIPLE" e lui stesso fornirà differenti livelli di intervento e ci consiglierà altri professionisti che completino il suo lavoro.

In conclusione: la cultura dell'"Energia-Fonte di informazione" è abbastanza ampia per permetterci di aprire la nostra visione del mondo per percepire i differenti piani su sui si manifesta un problema. Come ci dice Watzlawick, "non è possibile non comunicare", per cui attraverso il concetto di "energia" che raccoglie anche sistemi alternativi di lavoro terapeutico, "non è possibile non trarre e inviare informazione" e quindi "non è possible non trarre o non inviare energia".
Viviamo immersi nell'Energia perchè viviamo immersi nell'Informazione, e ne facciamo parte alterando sistemi e universi interi semplicemente con la presenza. Solo quando prendiamo coscienza di questo possiamo conoscere la nostra realtà e affrontarla con strumenti appropriati.
Siamo esseri attivi che cambiamo e creiamo il nostro universo esperienziale. Dobbiamo solo prendere coscienza del nostro potere, di quello che possiamo apportare al mondo, della energia/informazione che percepiamo e generiamo.
Anche noi siamo parte di questa energia, non solo con le nostre azioni, ma anche con la semplice capacità di percepire l'iformazione, creiamo un cambio in tutto.
Energia è solo una grande parola che nasconde una filosofia di apertura assoluta. Si può prendere come metafora, come realtà ontologicamente certa, come concetto, ma quello che importa è che sia la chiave per il nostro sistema cognitivo, per sbloccare i limiti (auto)imposti della nostra conoscenza e prendere parte attivamente alla vita dell'organismo-umanità di cui siamo parte e riflesso.

miércoles, 5 de marzo de 2014

Blog news [ESP][ITA][ENG]

[ESP]
Una temporada de cambios en mi vida, en la vida de la consulta y en mis redes sociales.

La nueva nueva web totalmente traducida y lista para el trabajo internacional en tres idiomas, punto fuerte de las terapias y la formación de Csélion, la nueva consulta de Milán en abril o septiembre, el proyecto Ibiza para la temporada de verano en stand by, y un nuevo nombre para el blog de la consulta.

Empezando su vida en Madrid, después de haber cerrado en Italia como simple psicólogo clínico, había dado al blog un nombre español, una concepto, lo del niño fantasioso, que en ese momento coincidía con el espíritu de la novedad de muchas terapias, con el descubrimiento continuo de nuevas teorías y practicas terapéuticas. Ese niño quedará siempre, pero es el momento de cambiar de cara y proponer la próxima evolución.
Por eso el blog tomará el nombre de mi logo, para que pueda encajar de manera mas neutra con los diferentes idiomas con los que escribiré y las diferentes culturas que van a entrar en contacto, eso espero, con mis pensamientos.

Disfrutar!

/
[ITA]
Un periodo di cambiamenti nella mia vita, nella vita del mio studio professionale, e delle mie reti sociali. 


Il nuovo sito web integralmente tradotto in tre lingue, punto forte delle terapie e della formazione di Csélion, il nuovo studio di Milano aperto ad aprile o settembre, il progetto di Ibiza per la stagione estiva in stand by e un nuovo nome per ilblog del mio studio.


Csélion iniziò a Madrid, dopo aver chiuso il mio studio in Italia come semplice psicologo clinico, per questo il blog aveva ricevuto un nome spagnolo, un concetto, quello del "niño fantasioso", che in quel momento coincideva con lo spirito della novità di molte terapie, con la scoperta continua di nuove teorie e pratiche  terapeutiche. Questo "niño" ci sarà sempre, però é giunto il momento di cambiare facciata e proporre la successiva evoluzione.
Per questo il blog prenderà il nome del mio logo, perché possa adattarsi in maniera neutra con le differenti lingue che utilizzerò e con le differenti culture che entreranno in contatto, spero, con il mio pensiero.

Buona lettura!

/
[ENG]
A time of changes in my life, my work, and my social networks.

My new web site totally translated in three languages, one of the strong points of Csélion's therapies and formation, my new clinic in Milan, opening in march or september, the Ibiza project for summer season on stand by, and a new name for my blog.

Csélion began its life in Madrid after closing my italian clinic as simple clinical psychologist, that's why my blog received a spanish name, an idea, the "niño fantasioso" one, that at that moment shared the same spirit of innovation of many new therapeutic "tools", with the continuous discovery of new theories and therapeutic possibilities. This "niño" will always be there, but time has come to change the public face and bring to the public the next evolution.

That's why this blog will take name of my registered trademark, to adapt with a neutral interface with differents languages I'll use to write, and with the different cultures that, I hope, will be get in contacct with my thoughts.

Enjoy!

viernes, 21 de febrero de 2014

... e Csélion

Chi o cosa è Csélion? Il cliente che viene a terapia o chi per la prima volta si avvicina alla mia pagina web o riceve il mio biglietto da visita mi chiede di cosa si tratta. E' una pittura preistorica rubata da qualche caverna? Un Crop Circle in un campo di grano? Un simbolo esoterico di qualche strana setta che prevede la fine del mondo ogni 5 anni? Niente di tutto questo in realtà...

Csélion è il mio logo e il mio marchio registrato. Come Zorro segnava con la sua "Z" i nemici che sconfiggeva, così Csélion è il simbolo che voglio lanciare nel mondo per comunicare un concetto semplice e personale, attraverso il potere simbolico delle immagini.
A parte questo, mi diverte pensare a questo simbolo come un piccolo Golem, un homunculus di quelli usati degli alchimisti per aiutarli nella loro ricerca della saggezza e della verità universale. Molti piccoli frammenti di teorie, concetti, simboli, uniti assieme dall'intenzione di creare qualcosa di più della loro semplice somma.
A livello "pratico" Csélion è semplicemente un disegno su un foglio bianco, fatto con una penna blu più di un anno fa, che  descrive simbolicamente il mio modo di vedere il processo di crescita personale e pertanto il processo della terapia: Cambiare, Guarire ed Evolvere.

Si comincia con un Cambiamento, un cammino con curve e ostacoli che possono sfidare l'avventuriero più preparato. Il cambiamento è parte della nsotra vita. L'immobilità, la stabilità è un'illusione di chi non vuole crescere, e si rassegna alla comodità effimera di una vita sempre uguale, salvo poi un giorno accorgersi che quello che gli hanno insegnato sin da bambino non era propriamente esatto e trovarsi improvvisamente come un estraneo a sé stesso guardandosi allo specchio.
Se viviamo questo flusso continuo di cambiamenti in maniera inconsapevole, ci faremo del male e continueremo la nostra vita sanguinando, soffrendo, ma senza sapere perché. Tutti ci facciamo male, è la natura della nostra esistenza, vulnerabile e mortale, però chi è cosciente del cambiamento, quando si fa male, si mette un cerotto e cresce apprendendo dall'esperienza.

Una volta appreso a vivere il cambiamento, con la nostra ferita, passiamo alla fase di  Guarigione, dove ci mettiamo il metaforico cerotto. Se infatti continuassimo sanguinando, il dolore delle ferite non ci permetterebbe di ritrovare la serenità per passare al livello successivo.
Il dolore é come una spia luminosa nel complesso pannello di controllo di un aereo. Se non sappiamo capire di che si tratta, la spia luminosa e il segnale acustico annesso ci fanno perdere la ragione e la torre di controllo non ci permette di partire. E se per caso volessimo prendere comunque il volo, dovremmo prima o poi subire la conseguenza della mancata riparazione che, in aria, può avere effetti decisamente più negativi che se l'avessimo riparata a terra.
Per questo a metà di Csélion c'è una bilancia tra il passato alla sinistra e il futuro alla destra, concetti della terapia regressiva, che simboleggia la presa di coscienza delle nostre ferite e l'atto di curarci attraverso l'apprendimento dall'esperienza.

Alla fine del simbolo, nella parte superiore, un sole brillante, che con braccia aperte ci dice "Complimenti, hai fatto un passo in avanti nella tua Evoluzione!".
Una medaglia, un sorriso, e di nuovo in strada per continuare con la nostra avventura!
Già non siamo più quello che eravamo prima. Ogni momendi di difficoltà ci è stato utile per assumere una nuova forma.
Questa forma non ha ragione d'essere migliroe o peggiore della precedente. L'evoluzione si sbaglia a volte e ha bisogno di molti passi per arrivare a un buon punto.
La vita come le terapie ha bisogno di impegno e di porsi obiettivi chiari, ma al tempo stesso di viverla senza troppi pensieri, così come viene.
Non c'è da preoccuparsi, anche se l'evoluzione ci porta temporanemente indietro su certi aspetti per risolverne altri...
Perché alla fine, la cosa più bella di ogni evolzione, è che migliore o peggiore che sia, dopo c'é sempre un nuovo cambiamento... :)

domingo, 16 de febrero de 2014

Una nueva fase empieza para Csélion!!!

En abril - mayo, la parte de las terapias de Csélion - Cambio, Sanación, Evolución se expande!
Cierra de manera temporal el estudio en Madrid para transferirse a Milán!!!
Después de la reciente visita a la feria del mundo olistico italiano, se abrieron nuevos caminos en Italia y se volverá a abrir otra vez la antigua consulta con nuevas herramientas y mucha ilusión!
Con el tiempo será posible según el momento del año aprovechar de las terapias en los dos países.

La parte de formación quedará también en España bajo forma de colaboraciones con otros centros, según las posibilidades que surgirán en futuro!
Y quien sabe... como las terapias y la formación de Csélion son posibles también en Inglés, tal vez se abrirá algo en otro país fuera de Europa! Pero esto es mucho pedir y será el tiempo que lo va a decir!

A nivel practico: Esta semana es la ultima semana para reservar un paquete terapeutico de máximo 5 sesiones aprovechando de las ultimas semanas en Madrid! 
Y para celebrarlo con vosotros todos los paquetes terapéuticos y las terapias  tendrán un 30% fijo de descuento! 
Puede elegir tratamientos psicológicos, energéticos o de quiromasaje sin distinción y aplicar el descuento a cualquier numero de terapias en estas 5 semanas! 

La oferta es valida para todas las citas pedidas reservadas hasta el 21 de febrero 2014.


Para informaciòn y para reservar tu momento de bienestar y conciencia de ti mismo para tus cambios, tus sanaciones y tus evoluciones, contacta infocselion@gmail.com

miércoles, 5 de febrero de 2014

... e il bambino fantasioso

Da quando ero piccolo ho sempre avuto il desiderio di essere un grande scrittore. Amavo la fantascienza e il mio autore preferito era Asimov!
Tutti questi robot que avevano un cuore e dei sentimenti più sottili e delicati dei suoi stessi creatori "umani", allontanati da un mondo che non capisce la diversità e la disprezza chiamandola difetto, imperfezione o follia, vittime e al tempo stesso maestri tormentati di una "normalità" diversa dalla statistica.
Inoltre Asimov non era solo uno scrittore, era un fisico famoso che aveva trovato nella scrittura un modo di cambiare il mondo, o almeno l'infanzia di un bambino fantasioso come me.

Figlio di una mente avida e curiosa, in cerca di stimoli e di fuga dalla routine, sognavo di scrivere libri e racconti que toccassero il cuore delle persone, trasportandole in luoghi e situazioni che questa realtà di tutti i giorni non ci permette di vedere.
Con il tempo crebbi, e la fantasia, nocchero della mia vita, mi portò effettivamente un po' lontano da quello che avevo sognato. Studiai al Classico (Latino e Greco i miei antichi arcinemici...), psicologia, e molto di più adesso a Madrid, però fin dal principio vedi delinearsi l'avversiario che mi sarei trovato ad affrontare con il tempo: i "tecnicismi strumentali".

Per "tecnicismi strumentali" mi riferisco a tutti quei linguaggi scientifici, nati per la piú che legittima l'esigenza di creare nuovi ambiti della "ragione", che con il tempo hanno assunto una seconda funzione: quella di creare una barriera comunicativa tra l'"esperto" e il "popolo" (volutamente in negativo per il disprezzo che sento in questa brutta abitudine) per creare dipendenza, sudditanza e una sorta di magicismo scientifico dove alcuni "sanno", tutti gli altri "no".
Le parole che io amavo come fonte di libertà e mezzi di trasporto metaforici verso l'infinto potenziale dell'essere umano, nascosto nella grandiosa versatilità di mente e cuore, che si trasformano in oscure e pesanti catente che allontanano le persone dai mondi preziosi della saggezza, creando "padroni" e "schiavi"
E attorno a questo grande potere infiniti sciami di opportunisti si gettano ogni giorno attraverso la stampa divulgativa, sfruttando le briciole cadute dalle "tavole alte" per creare versioni edulcorate, stanche, incomplete, ma appetitose di quelle verità scientifiche dicendo tutto e il contrario di tutto. A volte a dire il vero si avvicinano più loro dei grandi esperti, perché il senso comune a volte contiene saggezze che l'eccessivo cervelloticismo sfinisce quando cerca di creare chimere alimentate dalla necessità di ottenere fondi. Sono aiutati anche dalla legge dei grandi numeri, ossia che statisticamente se scrivi tutto e il contrario di tutto, prima o poi ci azzecchi.

Si crea quindi un mondo scientifico "puro" e uno "di massa", dove il primo vive di mode, investimenti, e grandi personaggi che per il nome (e ovviamente a volte anche per meriti) accentrano tutto nelle loro mani lasciando poco a nuove visioni e differenti voci.
Dall'altra parte, nel mondo delle scienze cosiddette alternative, personaggi non ben definiti si trovano nella libertá di raccontare ogni cosa perché protetti da un silente accordo con il "nemico". Le scienze ufficiali continuano chiuse nel loro mondo protette dallo status quo, e le scienze alternative non trovano nel rigore scientifico quei fondamenti che potrebbero far rientrare anche loro nello status quo, e sopravvivono come possono dando peró adito a chiunque di dire quello che vuole o di accontentarsi di spiegazioni pseudo-esoteriche di eventi che in realtá sarebbero perfettamente spiegabili.
E il tutto alle spalle della societá, che in questo a volte macabro balletto, a volte guerra di interessi, vive in uno stato di dipendenza inconsapevole.
Questa inconsapevolezza porta le persone a non sapere come fare per stare bene, se non oscillando nelle opinioni di scienze più o meno esatte, che danno soluzioni parziali o non hanno abbastanza voce per farsi sentire.

Trovandomi nel mezzo di questi due mondi, dove le parole vengono utilizzate per dire ogni cosa, imparai ad apprendere dalle persone, dalle evidenze, dai risultati invece che dalle mie amate alleate di un tempo, e decisi, lontano dal mio sogno di fare lo scrittore, di concentrare i miei sforzi per combattere il "lato oscuro" delle "parole".
Il mio obiettivo: creare un ponte tra i due mondi, per chi volesse mettersi nella scomoda posizione di vivere nel mezzo, con la speranza che presto in sufficiente buona compagnia, si possa lavorare in armonia per la salute e il benessere senza essere né chiusi scientifici ufficiali, né carismatici guru.

E´ il momento di creare una nuova figura professionale, olistica nel senso reale del termine: a 360 gradi.
Per fare questo, a parte portare avanti il mio lavoro lottando per mantenere terapie di psicologia classica, con metodi energetici o di psicologia energetica non tradizionale, manterró questo blog con testi che spieghino certi concetti delle filosofie alternative, in modo convenzionale,attraverso la limitata e ovviamente parziale lente della mia esperienza e quindi senza pretese.
Sono una voce nel vento, ma sono giá in buona compagnia, per cui, senza deliri del salvatore e consapevole di fare parte di un movimento di risveglio di coscienze che si espande ogni giono di piú indipendentemente da me, voglio fare la mia parte.

Per questo ho creato il blog del "bambino fantasioso". Non un nome accattivante, o un marketing spietato per voncere la passione di lettori, solo la semplicitá di un concetto intuitivo e conosciuto a tutti. Tutti noi infatti siamo stati bambini fantasiosi, aperti e curiosi, con in mano la chiave dell'evoluzione, il pensiero magico, ossia la sensazione di fare parte di questo mondo in maniera "laterale". La magia che pensavamo da piccoli é ció che spinge gli essere umani a superare i propri limiti, una forma di energia infinita che, se canalizzata bene, permette di fare miracoli.
La fantasia non é un giocattolo infantile da lasciare nell'armadio dei ricordi come bravi adulti razionali, é la curiositá e l'apertura all'infinito che, se applicata alla nostra vita di tutti i giorni, nel lavoro, negli hobby, nelle nostre relazioni, é la vera forza che ci muove, che ci apre al cambiamento e a una vita sana e positiva.

Il cambio di mentalitá che sta giá accadendo non é cosí complesso come si puó credere. Ho conosciuto molte persone che combattono la mia stessa battaglia e non sono tanto diverse da te stai leggendo questo testo. Sono persone che si sono stufate di essere plasmate dall'esterno e che hanno compreso che la consapevolezza di sé stessi e del proprio ruolo all'interno del mondo é l'unico modo per vivere intensamente la propria vita.
Il mondo é nostro. E´ tempo di reclamarlo! :)

... sobre el amor incondicional

Creo que en las terapias alternativas el concepto de amor sea considerado a veces en una manera limitada y contrapuesto dualisticamente con el miedo.
Yo al contrario creo que el miedo sea un forma de amor a su vez, para nada contraria al amor incondicional.
El miedo es una fuerza de alejamiento, pero para “guardar algo”. El miedo por el fuego nos permite de evitar quemarnos.
Claro que si este miedo nos paraliza en frente al fuego, eso no es funcional para nosotros para evolucionar y vivir libremente nuestra vida. El fuego lo utilizamos para cocinar, y tenemos que “respectar” su naturaleza en parte peligrosa para nosotros para aceptar su parte “positiva”.
Pequeñas cantidades de miedo son indispensables para evitar lo que puede hacernos daño.
La cosa importante es evitar la rigidez. En todos los temas psicológicos, de salud y bienestar, la rigidez absoluta no está bien porque no es adaptativa.

Tomamos por ejemplo el miedo al “otro”. Si es adaptativo, en pequeñas cantidades nos permite controlar si el otro es un peligro para nosotros antes de llevarlo en nuestro mundo. Es una forma de amor para nosotros mismos, para guardar nuestra “integridad”. Luego, cuando el miedo nos ha permitido de tener la justa distancia para evaluar la persona, el amor incondicional podrá acercarnos o para llevarlo en nuestro mundo, o para aceptarlo en el momento en le que fuera una amenaza para nosotros.
Y en las relaciones entre personas, el miedo es la fuerza que no nos permite fusionarnos con los otros. Nuestra identidad, nuestro ego, produce karma, produce que nos centramos en nosotros en detrimento de otros etc... pero al mismo tiempo es nuestra identidad individual que tenemos que aceptar. Fusionarse con los otros, no es una forma de amor. Defenderse de lo que puede destrozar nuestra identidad es una forma de amor.

Si el amor es “una” fuerza que une, el miedo es “una” fuerza que aleja. Las dos son fuerzas que hacen parte de nuestra vida, y rechazarlas en una manera o el otra, no es equilibrado.
No tenemos que “vivir por las emociones”, tenemos que “vivir las emociones”.
El amor incondicional como amor para todos puede ser igual a la indiferencia, a la falta de reconocimiento de la individualidad del otro. No se puede amar todos. Se puede aceptar a todos.
Una vez entendida esta distinción, podemos decir “amor incondicional” con conciencia que amar el otro es un proceso activo de aceptación que pasa a través de todas las gamas de emociones que nuestro milagroso sistema energético/neuronal/emocional/metafísico nos permite de probar.
Yin y yang son dos fuerzas opuestas, pero tienen parte de la otra fuerza en si mismo. Eso significa que el equilibrio es dinámico y que cantidad de una fuerza o el otra crea infinitas variedades de “fuerzas” que Yin y Yang simplemente resumen para simplicidad.

La “geometría sagrada” nos ensena que la primera figura geométrica tiene tres lados, no dos. Y el tercer lado, la tercera fuerza, no es simplemente una fuerza, es la capacidad de “cambio”, de “evolución”, de “integración” a través de procesos de creaciones, de-structuración y re-creación.
Superamos de una vez el mundo dualista y miramos a nuestro universo por todas las infinitas matices que tiene. Solo en esta manera, solo superando el dualismo “luz-oscuridad”, “bueno-malo”, “justo-injusto”, “Yin y Yang” podemos llegar a un concepto unitario que es simplemente el “cambio”, el “devenir”, el “chaos”, el “entusiasmo”.
No creo sea posible describir en un lenguaje dualista como es nuestra gramática, nuestra capacidad de ver el mundo, pero creo que en una manera, a través de un camino de aceptación de si mismos, sea posible experimentarlo.